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 ::Gli Itinerari

Camastra è un piccolo comune nella provincia di Agrigento e per la sua particolare posizione geografica, il clima temperato, il centro abitato presenta una struttura urbanistica che conserva ancora la tipologia dei piccoli centri dell'entroterra siciliano. Nelle giornate di sole è possibile fare delle salubri scampagnate all'ombra degli alberi della campagna circostante o nelle spiagge del Mediterraneo oppure organizzare delle escursioni in tutta la Sicilia considerato che il nostro Comune si trova, da un punto di vista turistico, in una posizione logistica ideale per chi vorrebbe fare una vacanza in Sicilia poiché si trova:
·
a 3 minuti da Naro, capitale del barocco agrigentino;
·
a 3 minuti dal centro di riabilitazione per la terza età Don Guanella a Naro;
·
a 3 minuti dal lago San Giovanni, scelto per le sue caratteristiche per i campionati europei di canottaggio, incastonato in mezzo ad una rigogliosa vegetazione perfetta per le gite fuori porta per i villeggianti ed ideale per praticare moltissimi sport come l'equitazione, jogging, mountain-byke, motocross ecc. e sport acquatici come vela, windsurf, canottaggio, sci nautico ed altri;
·
a 7 minuti da Palma di Montechiaro dove si trova il monastero del Gattopardo ed il Castello;
·
a meno di 15 minuti dal Villaggio Mosè, il centro commerciale più importante della Provincia;
·
a 15 minuti dalla Valle dei Templi proclamata dall'U.N.E.S.C.U. uno dei siti della Sicilia
· patrimonio dell'umanità;
·
a 15 minuti dal Mediterraneo;
·
a 20 minuti dalla casa del premio Nobel Luigi Pirandello nonché Parco Letterario;
·
a meno di 25 minuti da Agrigento;
·
a circa 20 minuti dai centri balneari più rinomati della costa agrigentina San Leone e Mollarella;
·
a 25 minuti dal Parco Letterario "Leonardo Sciascia" a Racalmuto dove si trova il teatro più grande della Sicilia dopo il Teatro Massimo di Palermo;
· a meno di 30 minuti dai porti di Porto Empedocle e Licata dove ci si può imbarcare per Lampedusa,
· Linosa e Malta;
·
a circa 90 minuti da Palermo o Catania e dai loro relativi aeroporti;
· Inoltre in un arco di tempo che oscilla tra le 2 ore 2 ore e 30 si arriva nei punti più distanti della Sicilia che sono Trapani, Messina e Siracusa.

 
Itinerari consigliati: Circondario di Camastra Naro
Circondario di Camastra Naro Agrigento
Palma di Montechiaro Porto Empedocle Licata
Canicattì Racalmuto Aragona
Favara Ravanusa - Campobello di Licata
San Biagio Platani  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Circondario di Camastra
  • Itinerario in elaborazione

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Naro Capitale del Barocco Agrigentino
 

Ore 9,00 Arrivo a Naro in P.zza Marconi:

La Pro Loco di Camastra considerata l’importanza della città di Naro “Capitale del Barocco agrigentino” che si trova a venti minuti da Agrigento, situata a 596 metri di altitudine sul livello del mare a 3 Km da Camastra. La città di Naro ricca di storia e di civiltà si estende sul colle, mantenendo ancora vive le sue origini medievali magnificamente coronata dal castello “Chiaramontano” metterà a disposizione il proprio personale che vi accompagnerà per tutta la durata del giro turistico. L’itinerario vi darà la possibilità di visitare i monumenti e conoscere la storia e quant’altro la città di Naro offre.,

 Ore 9,15 PARTENZA DA PORTA D’ ORO (VIA SALITA):

Fu fondata tra il 1263 ed il 1477,

 

CASTELLO:

Dopo la pausa pranzo, attraversando le vie della città si arriva al castello Chiaramontano situato in cima al colle della città. Il castello probabilmente risale al tempo dei sicani e si affaccia su un panorama straordinario. Il castello, ospitò varie volte Federico III d’ Aragona, che lo stesso, nel 1330 avrebbe fatto costruire la massiccia torre quadrata, come testimonierebbe lo stemma scolpito nell’ affacciata occidentale. Il Castello ne 1912 è stato dichiarato monumento nazionale.

 VECCHIO DUOMO (DUOMO NORMANNO):

Proseguendo il nostro itinerario turistico, arriviamo al vecchio Duomo, fondato in età normanna, da Ruggero D’ Altavilla (gran Conte di Sicilia), subito dopo la conquista della città nel 1086. Nel 1398, Re Martino fece aggiungere una cappella che dotò di largo beneficio e fece dare alla Chiesa il titolo di Duomo. Nel periodo chiara montano, venne rinnovata, ma nonostante ciò nel 700’ si trovava in uno stato di rovina, tanto che ne, 1771,  iniziarono dei lavori di restauro, che durarono 17 anni, trasformandola all’ interno in stile barocco e fu affrescata da Domenico Provenzani nel 1788. Il prospetto esterno è quello originario chiaramontano. Alla fine del secolo scorso fu dichiarato monumento nazionale.

 

CHIESA S. SALVATORE:

Dopo la lunga discesa delle scalinate del duomo, si giunge alla chiesa S. Salvatore. Edificata alla fine del secolo XIV con l’ attiguo convento, quando il Re Martino il giovane e la regina Maria dimorarono in Naro. Fu rimaneggiata nel 1530. Fu totalmente rinnovata nel primo periodo barocco (sec. XVII). La facciata, a duplice ordine, presenta fastosi intagli di gusto spagnolesco.

 CHIESA MADRE:

Antica Chiesa dei Padri Gesuiti fu edificata nel 1619 per volere di Padre Gaspare Paraninfo. Fu decorata nel 1734 con una decorazione scultorea a stucco, nel 1763 furono completati gli altari. Nel 1782 i locali furono concessi alle monache della SS. Annunziata. L’ interno a tre navate, presenta ricchi arredi provenienti dalla vecchia madrice. Troviamo anche un fonte battesimale tardo-gotico realizzato nel 1424  da Nardo Da Crapanzano. A destra della chiesa troviamo il colleggio istituito e fondato con le donazioni fatte ai Gesuiti, dal reverendo Padre Don Pompilio Lambertenghi. Il collegio adibito ad università fu mantenuto in attività dai Gesuiti.

 PAUSA PRANZO: 

(Il pranzo può essere organizzato con l’ ente stesso).

 

. CHIESA DI SANTA CATERINA:

Costruita da Matteo Chiaramonti, signore di Naro dal 1366, fu rimaneggiata nel 1725 e agli inizi del secolo fu dichiarato monumento nazionale. Il prospetto risalente all’ intervento settecentesco è caratterizzato da scialbe formule tardo-barocche, è a tre navate scandite da arche ogivali sorrette da massicci pilastri cilindrici. All’ interno si conservano Statue e tele di epoche diverse e dei medaglioni detti ”degli scipioni”. 

 Provenzani nel 1788. Il prospetto esterno è quello originario chiaramontano. Alla fine del secolo scorso fu dichiarato monumento nazionale.

 CHIESA SAN FRANCESCO:

La Chiesa dall’ elegante facciata in stile barocco, in origini fu di piccole dimensioni e di struttura povera. Riedificata alla Chiesa il Convento dei Padri Francescani, oggi sede del Palazzo di Città, cui si accede dal magnifico Chiostro settecentesco.

   

CHIESA S. AGOSTINO:

La Chiesa, probabilmente fondata nel VI secolo, ha subito numerosi rifacimenti nei secoli successivi. La facciata, costruita agli inizi dell’ 800, s’ ispira a quella della basilica romana di S. Giovanni in Laterano. La Chiesa custodisce un maestoso coro ligneo artisticamente lavorato e tele del ‘600 e ‘700.

  

DIGA S. GIOVANNI:

Bellissima passeggiata lungo le rive del lago di S. Giovanni, grande invaso artificiale, circondato da fitti boschi di pini e macchia mediterranea. E’ stato più volte sede di gare di canottaggio nazionali ed internazionali. Il primo appuntamento di grande rilevanza fu nel luglio del 1991 con la XVI edizione della Coppa Europea di Canottaggio.

 

CHIESA SAN CALOGERO:

Alla fine del nostro itinerario turistico, concludiamo con la visita nella chiesa di San Calogero, dedicata al Santo Nero, probabilmente fondata nel 1436, ha subito numerosi rifacimenti nei secoli successivi. Durante la festa di San Calogero, celebrata ogni anno il 18 Giugno, hanno luogo molte manifestazioni culturali e la processione del maestoso Simulacro del Santo al quale vengono attribuiti poteri taumaturgici.

 

Qui finisce il nostro giro turistico, quindi i partecipanti verranno salutati arrivederci.

Testi elaborati dalle collaboratrici della Pro Loco

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Palma di Montechiaro  

 

Arrivo a Palma Di Montechiaro, un accompagnatore della Pro Loco vi porterà a visitare i punti salienti della città.

  VISITA AL MONASTERO DELLE BENEDETTINE:

IL monastero delle benedettine si può considerare un autentico museo. Cominciò ad ospitare le Suore Benedettine 350 anni fa,  è rimasto nel suo massimo splendore e rappresenta uno degli esempi più significativi del barocco siciliano. Nella parte interna del Convento troviamo l’ eccezionale documento di fede e di alto artigianato artistico della Cappella del Lume.

E’ ricca di un patrimonio di paliotti finemente ricamato dalle suore, inoltre, nella Chiesa vi è conservata una meravigliosa statua in legno policromato, la Madonna della Colomba rosata, di scultore ignoto del seicento,ed inoltre i resti mortali della Beata Corbera e del Duca Santo.

 

 CHIESA MADRE:

Costruita nel 1666 fino al 1790, la Cattedrale è il monumento più maestoso di Palma di Montechiaro. E’ situata all’ ingresso del paese e si distingue tra le numerose chiese barocche per l’ impianto scenografico della scalinata e la mole robusta del palazzo dei Tomasi. L’ interno è a tre navate riceve luce dalla vasta cupola sul transetto, ricco di stucchi neoclassici. Merita di essere visitato e soprattutto ascoltato l’ organo collocato nella Chiesa Madre,rimasto muto per oltre trent’ anni.

  

PALAZZO DUCALE:

Entrando a Palma dal versante occidentale si ha subito davanti a se il palazzo ducale solenne per la sua semplicità architettonica con due grandi facciate una verso il mare e l’ altra verso oriente. Fu costruito tra il 1653 e il 1659 da Don Giulio Tomasi è questo il palazzo del Gattopardo, una dimora sontuosa che poi è stata abbandonata. Il palazzo conserva stupendi soffitti lignei a cassettoni dipinti che sono estremamente preziosi nell’ architettura civile del ‘600.

  

SACRA SINDONE:

Risale al 1642, fu donata dalla Regina Margherita di Savoia alla famiglia Tomasi, per la Chiesa del Calvario. Oggi è custodita dal Colleggio di Maria.

PAUSA PRANZO IN RISTORANTE DELLA ZONA:

  

PASSEGGIATA VERSO IL CASTELLO CHIARAMONTE:

Eretto nel XVI secolo su un balzo roccioso in vista del mare, il castello ebbe sin dalla prima metà del 500, il ruolo di difendere la zona dai pirati e dal corsaro turco Dragut che, nella vicina Marina di Palma trovava spesso rifugio. Fu fondato da Federico III Chiaramonte, conte di Modica. L’ antico Castello rimane uno degli esempi più tipici dell’ architettura castellana del Trecento siciliano.

  

Qui concludiamo il nostro tour a Palma di Montechiaro.

Testi elaborati dalle collaboratrici della Pro Loco

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Agrigento
AGRIGENTO:

Arrivo ad Agrigento.

 

 CATTEDRALE DI SAN GERLANDO:

Costruita nell’ anno 1096 dal vescovo Gerlando è dedicata all’ Assunta, agli Apostoli e a San Giacomo. Ma dal 1305 fu intitolata allo stesso fondatore, divenuto Santo. La facciata principale sovrasta dall’ alto di una erta  e profonda scalinata piazza Matteotti. La chiesa ha pianta basilicale a croce latina è a tre navate separate da archi ogivali su alti  pilastri poligonali, la Cattedrale è coperta da un soffitto diviso in due sezioni. Una prima, a capriate lignee, dipinte da artisti anonimi nel 1518. La seconda poco più alta a cassettoni venne eseguita intorno al 1682.

  

CHIESA DI SANTA MARIA DEI GRECI:

Costruita nel secolo XVIII su un tempio greco, probabilmente dedicato ad Atena.

  

CHIESA SAN DOMENICO:

Fu costruita nella seconda metà del ‘600, la facciata richiama l’ architettura della Palermo barocca; il portale si trova al centro di due colonne su basamento, con capitelli corinzi si apre per dare luce ad un ovale scolpito, con la Madonna e il Bambino.

  

CHIESA DI SAN LORENZO E SANTA ROSALIA:

Le due Chiese si trovano una di fronte all’ altra. La Chiesa di San Lorenzo è forse la più originale testimonianza del gusto barocco costruita nel 1675, mostra una ricca facciata a due ordini di paraste, con portale inquadrato da colonne tortili sormontate da timpano spezzato entro il quale è incastonato un medaglione con la Vergine. La Chiesa di Santa Rosalia è dedicata alla Santa che pose fine alla peste nel 1626.

 

 MONASTERO SANTO SPIRITO:

Si erge in uno spazio chiuso, la facciata della Chiesa è caratterizzata dal portale gotico sormontato da un rosone sullo sconto giallo dei conci di tufo. A destra della Chiesa si trova l’ ingresso del monastero oggi sede dei musei agrigentini. I portali e le finestre all’ interno dell’ atrio richiamano lo stile chiara montano.

  

PAUSA PRANZO

  

VALLE DEI TEMPLI:

Oggi dopo duemila anni ammirando lo splendore della valle dei templi dorici non possiamo che restare semplicemente stupiti dalle bellezze archeologiche che ci offrono. Percorrendo la valle dei templi troveremo in successione il tempio di Giunone situato nella parte più alto della collina, la Necropoli paleocristiana caratterizzata da ipogei e catacombe, il tempio della Concordia, la villa Aurea, dove ha dimorato l’ inglese Alexander Hardcastle, il tempio di Ercole, di Giove Olimpico, dei Dioscuri e di Vulcano.

  

CASA NATALE DI LUIGI PIRANDELLO:

La casa è situata alla periferia settentrionale della città, in una campagna di ulivi, chiamata “Caos” e qui che nacque Luigi Pirandello, poeta, scrittore, drammaturgo, premio nobel.

  

Qui finisce il nostro giro turistico ad Agrigento.

AGRIGENTO:

Arrivo ad Agrigento.

  

CATTEDRALE DI SAN GERLANDO:

Costruita nell’ anno 1096 dal vescovo Gerlando è dedicata all’ Assunta, agli Apostoli e a San Giacomo. Ma dal 1305 fu intitolata allo stesso fondatore, divenuto Santo. La facciata principale sovrasta dall’ alto di una erta  e profonda scalinata piazza Matteotti. La chiesa ha pianta basilicale a croce latina è a tre navate separate da archi ogivali su alti  pilastri poligonali, la Cattedrale è coperta da un soffitto diviso in due sezioni. Una prima, a capriate lignee, dipinte da artisti anonimi nel 1518. La seconda poco più alta a cassettoni venne eseguita intorno al 1682.

  

CHIESA DI SANTA MARIA DEI GRECI:

Costruita nel secolo XVIII su un tempio greco, probabilmente dedicato ad Atena.

  

CHIESA SAN DOMENICO:

Fu costruita nella seconda metà del ‘600, la facciata richiama l’ architettura della Palermo barocca; il portale si trova al centro di due colonne su basamento, con capitelli corinzi si apre per dare luce ad un ovale scolpito, con la Madonna e il Bambino.

  

CHIESA DI SAN LORENZO E SANTA ROSALIA:

Le due Chiese si trovano una di fronte all’ altra. La Chiesa di San Lorenzo è forse la più originale testimonianza del gusto barocco costruita nel 1675, mostra una ricca facciata a due ordini di paraste, con portale inquadrato da colonne tortili sormontate da timpano spezzato entro il quale è incastonato un medaglione con la Vergine. La Chiesa di Santa Rosalia è dedicata alla Santa che pose fine alla peste nel 1626.

  

MONASTERO SANTO SPIRITO:

Si erge in uno spazio chiuso, la facciata della Chiesa è caratterizzata dal portale gotico sormontato da un rosone sullo sconto giallo dei conci di tufo. A destra della Chiesa si trova l’ ingresso del monastero oggi sede dei musei agrigentini. I portali e le finestre all’ interno dell’ atrio richiamano lo stile chiara montano.

  

PAUSA PRANZO

 

  

VALLE DEI TEMPLI:

Oggi dopo duemila anni ammirando lo splendore della valle dei templi dorici non possiamo che restare semplicemente stupiti dalle bellezze archeologiche che ci offrono. Percorrendo la valle dei templi troveremo in successione il tempio di Giunone situato nella parte più alto della collina, la Necropoli paleocristiana caratterizzata da ipogei e catacombe, il tempio della Concordia, la villa Aurea, dove ha dimorato l’ inglese Alexander Hardcastle, il tempio di Ercole, di Giove Olimpico, dei Dioscuri e di Vulcano.

 

 CASA NATALE DI LUIGI PIRANDELLO:

La casa è situata alla periferia settentrionale della città, in una campagna di ulivi, chiamata “Caos” e qui che nacque Luigi Pirandello, poeta, scrittore, drammaturgo, premio nobel.

  

Qui finisce il nostro giro turistico ad Agrigento.

Testi elaborati dalle collaboratrici della Pro Loco

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Licata
Arrivo a Licata in mattinata dei signori turisti.

 

INIZIO DEL GIRO TURISTICO CON LA VISITA DEL PALAZZO BOSIO:

Di stile barocco, nel seicento, fu costruito da Giovanni Bosio, Cavaliere di Malta.

  

CHIESA E CONVENTO DA S. ANGELO MARTIRE:

All’ interno della Chiesa  troviamo l’ Urna, rivestita da un riquadro decorativo scolpito d’ argento, che custodisce le reliquie del Santo. L’ urna, viene portata ogni anno in processione il 5 Maggio e alla metà di Agosto, durante la festa di S. Angelo.

  

CHIESA DEL SS. SALVATORE:

All’interno della Chiesa troviamo una Cripta e delle tele di Giuseppe Spina. La facciata risale al 1697, di origine trecentesca èstata ristrutturata in diverse epoche.

  

MUSEO ARCHEOLOGICO:

Tra i reperti troviamo una statua greca marmorea, la sua sede è attualmente la Badia un convento seicentesco che occupa i locali al piano terreno, esso i reperti recuperati nel corso degli scavi effettuati nel territorio gravitante attorno al corso del Salso - Himera.

 

 CASTEL S. ANGELO:

La costruzione del Castel S. Angelo ebbe inizio nel 1616, sotto la dominazione spagnola. Eretto attorno ad una preesistente torre di avviso, ha forma irregolare, mura merlate ed un possente torre. Prende il nome dal luogo in cui è edificato, il monte S. Angelo.
Il 10 luglio 1943 sul pennone del torrione viene fatta sventolare la bandiera degli Stati Uniti: gli Alleati sono sbarcati in Sicilia.

TORRE DI GAFFE

 La torre di Gaffe, di forma cilindrica, si erge, con struttura di muratura e pietrame, su un basamento scarpato sul ciglio del costone riccioso che domina la sottostante spiaggia della Ciotta. All'interno due ambienti voltati sono collegati da una scala ad andamento curvilineo, posta all'interno dello spessore murario. Un'altra scala a chiocciola conduce alla terrazza. Detta anche torre "del Grugno", nome del proprietario del feudo di Gaffe, data la sua particolare struttura potrebbe risalire al periodo aragonese. Si raggiunge dalla SS 115, bivio Torre di Gaffe. La sua conservazione è mediocre.

 

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Porto Empedocle
  • Itinerario in elaborazione

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Canicattì
  • Itinerario in elaborazione

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Racalmuto
  • Arrivo dei signori partecipanti in mattinata, presso la sede della Fondazione Sciascia.

     
  • Merendina di ben venuto con assaggio dei "dolcini portafortuna".
    L'itinerario seguirà un percorso di lastre di marmo bianco sistemate nei posti che hanno sviluppato la fantasia di alcune pubblicazioni di Sciascia.Le lastre riportano frasi molto ironiche ma piene di significato, spaziano in momenti di vita paesana, a riflessioni molto audaci, e promesse politiche, a doppi sensi.
    Subito visita del primo lastrone con la prima frase incisa, poggiato su uno dei punti più alti della città, il Belvedere del paese.

     
  • Visita della Fondazione Sciascia
    Al suo interno sono custoditi: un sipario di scena del Teatro Regina Margherita, raffigurante l'insurrezione dei Vespri siciliani contro i Francesi (1282); una raccolta di ritratti d'autore, artisti del calibro di Renato Guttuso, Bruno Caruso, ed altri ancora, amici dello scrittore; una collezione fotografica permanente chiamata "La Sicilia e il suo cuore" che prende il nome da un libro che lo scrittore scrisse all'inizio della sua carriera.

     
  • Visita della tomba dello Scrittore
    Sepolto a Racalmuto per sua volontà, la sua tomba ora è meta importante per tutti quelli che lo ricordano; il secondo lastrone di marmo reca inciso una frase molto famosa: "C' è ne ricorderemo di questo pianeta".
    Si continua con la visita nella scuola elementare "Gen. Macaluso" dell'aula dove ha insegnato, e della terza lastra di marmo sistemata al suo interno.

     
  • Passeggiata lungo la via dedicatagli e visita esterna della casa in paese.
    Sarà possibile ammirare il balcone dove Sciascia era solito fumarsi una sigaretta dopo il pranzo; continuando la passeggiata, si arriva presso il Municipio di Racalmuto, per poter ammirare all'interno dell'atrio una mostra fotografica. Di fianco alla porta d'ingresso della sala consiliare è sistemata la quarta lastra di marmo bianco. Nell'atrio verranno serviti aperitivi e salatini. Appena fuori dalle mura del municipio è visibile la quinta lastra di marmo bianco sistemata vicino al circolo più antico del paese
    "U circulu di li Surfatara e di li Salinara"; un narratore spiegherà la vita delle miniere e accompagnerà durante la breve visita.


     
  • Pranzo in un ristorante riservato in un locale tipico con menù abbondantissimo.
    Nel pomeriggio dopo il pranzo continuazione del tour e visita della statua in bronzo dello scrittore; il monumento poggia su un marciapiede e rappresenta Sciascia mentre passeggia tra la sua gente, nella sua piazza; qui gli odori caratteristici provenienti dalle pasticcerie dai caffè, vicino al suo circolo, nella sua amata Racalmuto, odori che sicuramente hanno influito nell'elaborazione dei suoi capolavori.

     
  • Visita del Circolo Unione " Di Lido"
    Famoso è il Circolo Unione , che aveva fra i suoi soci anche Leonardo Sciascia, il quale ne ha fatto menzione in alcuni dei suoi libri. Il Circolo era denominato "di lido" per il semplice fatto che tutti i soci erano persone di cultura o di condizione economica superiori alla media locale.

     
Buffet di arrivederci servita presso l'atrio del castello, scambio di saluti e fine dei nostri servizi.
 

 

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Aragona
Itinerario in elaborazione
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Favara
  • Itinerario in elaborazione
                                                                                                               vai su

 

Ravanusa - Campobello di Licata
  • Itinerario in elaborazione
  San Biagio Platani

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Tabella delle distanze chilometriche della Sicilia

Cartina della Sicilia

 

Isocrone di Camastra

 

La Provincia di Agrigento

 

Le linee marittime

 

Il Territorio del consorzio dei B&B

 

Ripartizione territoriale della Provincia di Agrigento

 

Costa della Provincia di Agrigento

 

Siti archeologici

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 

 
Comune di Palma di M.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 
 
 

 

Le Maccalube da Wikipedia

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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