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 ::La cucina territoriale di Camastra
La cucina territoriale assume un aspetto molto importante nel nostro paese e noi daremo rilievo ai nostri prodotti culinari in considerazione alla produzione trasformazione e preparazione. Inoltre li divideremo per mese in modo di far sapere a chi ci viene a trovare quali sono i prodotti di stagione e come gustarli.

GENNAIO LUGLIO
FEBBRAIO AGOSTO
MARZO SETTEMBRE
APRILE OTTOBRE
MAGGIO NOVEMBRE
GIUGNO DICEMBRE
 
GENNAIO
 “duoppu Natali lu friddu e la fami” (dopo Natale freddo e fame) per indicare che il mese di Gennaio assieme a Febbraio, sarebbe stato duro da affrontare poiché mesi poco produttivi nei paesi agricoli, e anche perché per Natale si era preparato  un pranzo più ricco ed oneroso, quindi ci si doveva arrangiare con quel poco che si aveva a disposizione.
Le stagioni primavera ed estate, stagioni di raccolta servivano per mettere da parte una parte dei prodotti raccolti, che sarebbero serviti poi durante l’inverno.  
Dalla mietitura delle fave, si ottenevano due prodotti essenziali,  le fave che essiccate servivano per sfamare la famiglia e la paglia, che assieme al fieno e alla paglia del grano sfamavano gli animali domestici, il mulo la capra la mucca, in genere, che servivano a loro volta ai lavori dei campi e a dare un altro alimento essenziale, il latte e quindi i suoi derivati formaggi in genere e anche la ricotta.
Dalla mietitura del grano si ricavava la farina,che le famiglie conservavano gelosamente, poiché ne avrebbero ottenuto, pane e pasta
Ecco dunque nascere dalla povertà  specialità culinarie da potervi offrire:
La zuppa di fave, ottenuta mettendo a mollo le fave essiccate e cotte a vapore con aggiunta di altri prodotti dell’orto e consumata assieme al pane.
La ciciotta ottenuta dalla cottura di alcuni ortaggi oltre al finocchietto selvatico, con aggiunta di farina. Successivamente venne aggiunto il riso.
Lu maccu manca la ricetta
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FEBBRAIO
Questo mese per molti aspetti simile al mese di gennaio, si differenzia in quanto ricade la festività del carnevale, il che consentiva alle famiglie di potere organizzare delle serate in allegria.
Le serate venivano allietate dai gruppi musicali locali, dove gli strumenti principali erano, la fisarmonica, lu marranzanu, e lu friscaliettu.   
La norma vuole che non si va a mani vuote e non avendo possibilità economiche, ecco svilupparsi la fantasia delle nostre nonne nella preparazione di alcuni dolci tipici.
Bisogna ricordare della fioritura delle mandorle, che ha dato origine alla manifestazione del mandorlo in fiore, manifestazione che vede coinvolti vari paesi di tutti i continenti che si sfidano in rappresentazioni di balli e canti popolari nello scenario unico della valle dei Templi di Agrigento. 
Li chichiredda sono dei dolci tipici dalla forma cilindrica, ottenuti dall’impasto di acqua e farina fritti in olio bollente e passati nello zucchero.
Li spingi si ottengono invece dallo stesso impasto con aggiunta di uova, una vera prelibatezza.
Lu cannuolu Camastrisi un classico della pasticceria siciliana il cannolo con ricotta, molto conosciuto e molto apprezzato, la differenza con il nostro cannolo è la farcitura di crema, ma altrettanto buono.
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MARZO

IL mese della primavera, porta con se i primi raccolti citavamo prima della raccolta delle fave, non dimentichiamo alla stessa stregua i piselli o i broccoli o altri prodotti dell’orto che danno vita a delle squisite pietanze locali. Se febbraio porta la fioritura del mandorlo, marzo ci fa gustare i suoi frutti,i minnulicchi, acerbi chiaramente ma buoni, dopo una passeggiata nelle campagne mangiarne qualcuna toglie anche la sensazione della sete. Spesso Marzo porta la festività della Santa Pasqua, ed oltre alle tante manifestazioni che si svolgono di cui parleremo a parte segnaliamo una particolarità culinaria i cannilora. Altro appuntamento la festività di San Giuseppe, la tradizione vuole che in viaggio Giuseppe, Maria e Gesù in viaggio giungevano in un villaggio e per l’occasione si preparava una grande tavola ”La Tavulata di San Giuseppi” con piatti vari della cucina locale, fra tutti la minestra di San Giuseppi . Tutto questo ci viene tramandato e per l’occasione ci si organizza in modo da fare partecipe quanta più gente possibile e preparare più piatti possibili.   Ritornando al discorso della cucina vediamo che dall’orto nascono sempre quei piatti poveri ma sicuramente da gustare. I piatti consigliati sono a base dei prodotti dell’orto.

La pasta cu i favi, la pasta cu i puseddi, la pasta cu i bruocculi; si ottengono soffriggendo nell’olio assieme ad aglio e cipolla i prodotti su citati e terminare la cottura della pasta avendola fatta bollire prima.
La minestra di San Giuseppi la pasta in questa occasione e pasta artigianale fatta in casa, la tagliarina, simile  alla linguine attuale, preparata con vari prodotti come broccoli, piselli, cipolla finocchietto selvatico, fave, ecc.
Cannilora , sono dei piccoli panieri di pane contenenti uova sodi.
Agnello Pasquale a base di pasta reale ottenuta dalle mandorle lavorate con lo zucchero.
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APRILE

Aprile segna l’inizio della bella stagione, le giornate sono più lunghe ed invitano a lunghe passeggiate. Si può scegliere tra i sentieri a ridosso del paese molto suggestivi, con vedute panoramiche, o si può scegliere il mare, appena dieci km dal nostro comune, che in un certo qual senso ha influenzato anche la nostra cucina. Nel nostro paesino non ci sono pescherie, da sempre il pesce è arrivato per mezzo dei rivenditori ambulanti, quindi si vedeva all’arrivo di questi rivenditori un po’ tutte le nostre nonne, avvicinarsi per acquistare il pesce. Non avendo grandi possibilità economiche, il pesce più acquistato era la sarda. La sarda veniva cucinata in tanti modi, le specialità consigliate:

la pasta cu i sardi e a muddricata, pasta con sarde e mollica fritta, pasta di casa condita con sugo a base di finocchietto selvatico e sarde e mantecata con la mollica di pane fritta.
Sardi a beccaficu, tra due sarde diliscate viene messo un impasto a base di mollica di pane, aglio, prezzemolo e formaggio, tutto assieme viene panata e fritta.
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MAGGIO

A Maggio si sente il bisogno di uscire, le belle giornate invitano a delle escursioni, quindi si può scegliere tra i tanti itinerari che abbinano arte, cultura ed enogastronomia con una immersione in quelle che sono le nostre tradizioni. Non sarà difficile scegliere fra le varie proposte offerte, essendo al centro di uno dei paesaggi più ricchi al mondo, dalla storia millenaria, dove si fondono varie culture, dalla Greca, Romana, araba, Medievale e Barocca, ecc., che sono diventate la nostra cultura. Di questo ne parleremo in un capitolo a parte, ora vediamo cosa propone la nostra cucina di Maggio.

Purpetti d’ova, Polpette  di uova, si ottengono mescolando uova pane grattugiato formaggio pecorino prezzemolo ed aglio e friggerle in olio bollente.
Mulinciani chini, melanzane ripiene, preparare un impasto di mollica di pane,  formaggio, acciughe, aglio e cipolla, tagliare le melanzane per la loro lunghezza e svuotarle al centro in modo da riempirle con l’impasto e cuocerle al forno.
Stiglioli d’Agnieddu, parti di Agnello con formaggio pecorino, cipolle, uova, alloro, pepe e sale, avvolte con una membrana dello stesso Agnello e cuocere in forno bagnato con del vino rosso.  
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GIUGNO

Giugno apre la stagione delle manifestazioni Religiose, molte feste Patronali con cadenza autunnale o invernali vengono spostati per ragioni climatiche in estate, e Giugno è il mese dove viene festeggiato San Calogero  Patrono di Naro, a tre km da Camastra. Anche questo capitolo lo tratteremo a parte, il nostro consiglio per questo mese sono i formaggi.

U tumazzu  il famoso pecorino Siciliano, stagionato per quattro, cinque mesi e curato con salature continue.
U primusali,  primo sale, dopo la produzione si fa una salatura e si consuma dopo dieci, quindici giorni.
A ricotta, la ricotta non un formaggio ma un latticino che si ottiene dal siero rimasto dalla produzione del formaggio stesso. Importante l’utilizzo della Ricotta nel campo dolciario, si usa comunque per preparare prelibati piatti, ottima con la pasta.
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LUGLIO

Tra le tante produzioni locali Luglio ci offre un prodotto eccezionale il pomodoro. I nostri nonni, oltre al consumo del fresco hanno saputo trasformare e conservare il prodotto per il consumo di tutto l’intero anno. Allora vediamo che il pomodoro diventa sugo con una lavorazione che oggi chiamiamo biologica poiché non viene utilizzato nessun prodotto per la conservazione, ne tanto meno ne viene utilizzato per la produzione. Il procedimento è semplice, raccolto il prodotto e fatto riposare per un paio di giorni, si cuoce  e si schiaccia per ricavarne appunto il sugo, il sugo a sua volta viene imbottigliato, messo in ebollizione per qualche ora. Il sugo imbottigliato viene conservato in cantina per essere consumato durante tutto l’anno.

Un altro prodotto trasformato veniva dallo stesso pomodoro intero che tagliato a metà, essiccato al sole per qualche giorno dà un prodotto che conservato sott’olio dura nel tempo oltre ad essere davvero molto gustoso, li chiappi di Pumadoru. Per questo mese si consiglia di gustare la,
Pasta a la Carrittera, si mette  a bollire del pomodoro fresco per qualche minuto,  preparare la pasta  a parte, quando il pomodoro e pronto pelarlo farlo a pezzettini ed ultimare la cottura assieme alla pasta, aggiungere aglio, olio, basilico, pepe e peperoncino e servire.
Chiappi di Pumadoru sott’olio. Pomodori tagliati a metà ed essiccato al sole, conservati in un contenitore e ricoperti di olio extravergine di oliva.
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AGOSTO

Agosto è il mese del riposo, ma è anche l’ultimo mese che chiude la calda stagione dell’estate. Sicuramente si distingue tra gli altri mesi perché e il mese che si festeggia l’Assunzione di Maria SS. .  E’ tradizione siciliana, il 14 notte andare al mare con amici e divertirsi aspettando la mezzanotte per andarsi a tuffare nell’acqua,  la tradizione vuole che chi si fa il bagno a mezzanotte è fortunato per il resto degli altri mesi che concludono l’anno. Il 15,  il cosiddetto Ferragosto, invece, si va in campagna ad accendere la brace e arrostire la carne.Inoltre i contadini si dedicano alla raccolta delle mandorle facendo così la dispensa per i dolci natalizi che parleremo più avanti.

Un piatto che propone il mese di agosto visto che è anche il mese che si cura l’astratto (conserva di pomodoro concentrato ) è il coniglio alla cacciatora.
Si soffrigge la carne giusto il tempo di rosolare un po’, nel frattempo si prepara a  parte l’astratto con le olive  e i capperi . Dopo di che si unisce la carne e si fa cuocere il tutto a fuoco lento e si mangia.
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SETTEMBRE

Settembre è il mese della vendemmia i contadini che nelle loro campagne hanno impiantato le viti in questo mese si dedicano alla raccolta dell’ uva. I nostri antenati raccoglievano l’ uva e dopo di che la “pestavano” per poi farla diventare vino. Adesso, invece, la maggior parte viene venduta alla cantina per poi a sua volta essere selezionata e trasformata in prodotto finito cioè in vino.

Settembre, si differenzia dagli altri mesi anche perché il giorno 3 si ripropone la festa di S Biagio per gli emigrati che non stanno più nel nostro paese per fargli ricordare sempre i vecchi tempi e tenere sempre vivo il suo ricordo del paese nativo.
In occasione delle festa di S.Biagio  è molto apprezzato la “cubaita”(il torrone)  fatto in casa dalle nostre mamme.
La Cubbaita  si ottiene facendo sciogliere  lo zucchero in una casseruola a fiamma alta, aggiungere le mandorle appena questi saranno omogenei toglierli dal fuoco e unirli mentre sono caldi formando piccoli pezzi rettangolari , farli raffreddare e servirli.
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OTTOBRE

Ottobre ci offre un prodotto essenziale per la nostra tavola che è l’olio.

In questo mese ci si dedica alla raccolta delle olive, e quindi alla loro molitura per produrre il prodotto principe della nostra alimentazione, l’olio.
Nostra tradizione  ancora in uso è lu pani cunzatu. Il pane si preparava a casa, era naturale avendo L’olio nuovo condire il pane ancora caldo.
Pani cunzatu: si taglia a metà il pane appena sfornato, si condisce con olio extra vergine di oliva sale e pepe, varianti sono aggiunta di  sarde, formaggio, chiappe di pomodoro,(pomodoro a fette asciugate al sole).
Pani cuottu: pane cotto con pomodoro aglio prezzemolo, condito con olio extra vergine di oliva.
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NOVEMBRE

Il primo novembre si festeggiano tutti i Santi, il due, invece, ricorre la commemorazione dei defunti e come vuole la tradizione viene celebrata una S. Messa al cimitero in suffragio di tutti i nostri cari defunti.

I dolci tipici che novembre ci propone sono:i taralli,i tetù e lu pupu di zuccaru per i bambini.
La Cuccia:Si mette a cuocere il frumento e i ceci per circa un paio d’ore,dopo di che, si toglie dal fuoco, si mette nei piatti e si aggiunge lo zucchero a secondo di come si preferisce e si mangia.
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DICEMBRE

Dicembre è un mese bellissimo perché, si festeggia, la natività di Gesù.

Inizia con la festa dell’Immacolata Concezione di Maria SS. che si celebra l’otto dicembre e in occasione la cucina tradizionale ci offre li Muffuletta, (panini con dentro semi di anice).
Il 24 dicembre, invece, è la vigilia di Natale, in occasione si prepara il cappone ripieno per l’indomani, e i dolci tipici che si fanno per Natale come per esempio:i biscotti ricci preparati con le mandorle, i cannoli al forno e i cosiddetti (Mastazzoli).
Mastazzoli:vengono preparati con:carrube, fichi secchi, bucce di arance e mandarini,vino cotto,mandorle e farina.

Si fanno cuocere le carrube e i fichi secchi, appena cotti si scolano e si aggiungono: il  vino cotto,le bucce grattugiate,le mandorle a pezzetti e la farina si impastano per bene fino ad ottenere un impasto omogeneo dopo di che si vanno allungando a poco a poco  si tagliano a pezzi e  si fanno cuocere al forno a 180 gradi per circa un quarto d’ora.                                                        

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