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La cucina territoriale assume un aspetto molto importante
nel nostro paese e noi daremo rilievo ai nostri prodotti
culinari in considerazione alla produzione trasformazione
e preparazione. Inoltre li divideremo per mese in modo di
far sapere a chi ci viene a trovare quali sono i prodotti
di stagione e come gustarli. |
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GENNAIO |
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“duoppu Natali lu friddu e la fami” (dopo Natale freddo e
fame) per indicare che il mese di Gennaio assieme a
Febbraio, sarebbe stato duro da affrontare poiché mesi
poco produttivi nei paesi agricoli, e anche perché per
Natale si era preparato un pranzo più ricco ed oneroso,
quindi ci si doveva arrangiare con quel poco che si aveva
a disposizione. |
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Le stagioni primavera ed estate, stagioni di raccolta
servivano per mettere da parte una parte dei prodotti
raccolti, che sarebbero serviti poi durante l’inverno.
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Dalla mietitura delle fave, si ottenevano due prodotti
essenziali, le fave che essiccate servivano per sfamare
la famiglia e la paglia, che assieme al fieno e alla
paglia del grano sfamavano gli animali domestici, il mulo
la capra la mucca, in genere, che servivano a loro volta
ai lavori dei campi e a dare un altro alimento essenziale,
il latte e quindi i suoi derivati formaggi in genere e
anche la ricotta. |
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Dalla mietitura del grano si ricavava la farina,che le
famiglie conservavano gelosamente, poiché ne avrebbero
ottenuto, pane e pasta |
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Ecco dunque nascere dalla povertà specialità culinarie da
potervi offrire: |
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La zuppa di fave, ottenuta mettendo a mollo le fave
essiccate e cotte a vapore con aggiunta di altri prodotti
dell’orto e consumata assieme al pane. |
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La ciciotta ottenuta dalla cottura di alcuni
ortaggi oltre al finocchietto selvatico, con aggiunta di
farina. Successivamente venne aggiunto il riso. |
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Lu maccu
manca la ricetta |
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FEBBRAIO |
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Questo mese per molti aspetti simile al mese di gennaio,
si differenzia in quanto ricade la festività del
carnevale, il che consentiva alle famiglie di potere
organizzare delle serate in allegria. |
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Le serate venivano allietate dai gruppi musicali locali,
dove gli strumenti principali erano, la fisarmonica,
lu marranzanu, e lu friscaliettu. |
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La norma vuole che non si va a mani vuote e non avendo
possibilità economiche, ecco svilupparsi la fantasia delle
nostre nonne nella preparazione di alcuni dolci tipici. |
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Bisogna ricordare della fioritura delle mandorle, che ha
dato origine alla manifestazione del mandorlo in fiore,
manifestazione che vede coinvolti vari paesi di tutti i
continenti che si sfidano in rappresentazioni di balli e
canti popolari nello scenario unico della valle dei Templi
di Agrigento. |
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Li chichiredda sono dei dolci tipici dalla forma
cilindrica, ottenuti dall’impasto di acqua e farina fritti
in olio bollente e passati nello zucchero. |
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Li spingi si ottengono invece dallo stesso impasto
con aggiunta di uova, una vera prelibatezza. |
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Lu cannuolu Camastrisi un classico della
pasticceria siciliana il cannolo con ricotta, molto
conosciuto e molto apprezzato, la differenza con il nostro
cannolo è la farcitura di crema, ma altrettanto buono. |
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MARZO |
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IL mese della primavera,
porta con se i primi raccolti citavamo prima della raccolta
delle fave, non dimentichiamo alla stessa stregua i piselli o
i broccoli o altri prodotti dell’orto che danno vita a delle
squisite pietanze locali. Se febbraio porta la fioritura del
mandorlo, marzo ci fa gustare i suoi frutti,i minnulicchi,
acerbi chiaramente ma buoni, dopo una passeggiata nelle
campagne mangiarne qualcuna toglie anche la sensazione della
sete. Spesso Marzo porta la festività della Santa Pasqua, ed
oltre alle tante manifestazioni che si svolgono di cui
parleremo a parte segnaliamo una particolarità culinaria i
cannilora. Altro appuntamento la festività di San
Giuseppe, la tradizione vuole che in viaggio Giuseppe, Maria e
Gesù in viaggio giungevano in un villaggio e per l’occasione
si preparava una grande tavola ”La Tavulata di San Giuseppi”
con piatti vari della cucina locale, fra tutti la minestra
di San Giuseppi . Tutto questo ci viene tramandato e per
l’occasione ci si organizza in modo da fare partecipe quanta
più gente possibile e preparare più piatti possibili.
Ritornando al discorso della cucina vediamo che dall’orto
nascono sempre quei piatti poveri ma sicuramente da gustare. I
piatti consigliati sono a base dei prodotti dell’orto. |
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La pasta cu i favi, la pasta cu i puseddi, la pasta
cu i bruocculi; si ottengono soffriggendo
nell’olio assieme ad aglio e cipolla i prodotti su
citati e terminare la cottura della pasta avendola
fatta bollire prima. |
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La minestra di San Giuseppi la pasta in questa
occasione e pasta artigianale fatta in casa, la tagliarina,
simile alla linguine attuale, preparata con vari
prodotti come broccoli, piselli, cipolla finocchietto
selvatico, fave, ecc. |
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Cannilora , sono dei piccoli panieri di pane
contenenti uova sodi. |
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Agnello Pasquale a base di pasta reale ottenuta dalle
mandorle lavorate con lo zucchero. |
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APRILE |
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Aprile segna l’inizio della bella stagione, le
giornate sono più lunghe ed invitano a lunghe passeggiate. Si può
scegliere tra i sentieri a ridosso del paese molto suggestivi, con
vedute panoramiche, o si può scegliere il mare, appena dieci km dal
nostro comune, che in un certo qual senso ha influenzato anche la nostra
cucina. Nel nostro paesino non ci sono pescherie, da sempre il pesce è
arrivato per mezzo dei rivenditori ambulanti, quindi si vedeva
all’arrivo di questi rivenditori un po’ tutte le nostre nonne,
avvicinarsi per acquistare il pesce. Non avendo grandi possibilità
economiche, il pesce più acquistato era la sarda. La sarda veniva
cucinata in tanti modi, le specialità consigliate: |
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la pasta cu i sardi e a muddricata, pasta con
sarde e mollica fritta, pasta di casa condita con sugo
a base di finocchietto selvatico e sarde e mantecata
con la mollica di pane fritta. |
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Sardi a beccaficu, tra due sarde diliscate viene messo un
impasto a base di mollica di pane, aglio, prezzemolo e formaggio, tutto
assieme viene panata e fritta. |
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MAGGIO |
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A Maggio si sente il bisogno di
uscire, le belle giornate invitano a delle escursioni,
quindi si può scegliere tra i tanti itinerari che
abbinano arte, cultura ed enogastronomia con una
immersione in quelle che sono le nostre tradizioni.
Non sarà difficile scegliere fra le varie proposte
offerte, essendo al centro di uno dei paesaggi più
ricchi al mondo, dalla storia millenaria, dove si
fondono varie culture, dalla Greca, Romana, araba,
Medievale e Barocca, ecc., che sono diventate la
nostra cultura. Di questo ne parleremo in un capitolo
a parte, ora vediamo cosa propone la nostra cucina di
Maggio. |
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Purpetti d’ova, Polpette di uova, si
ottengono mescolando uova pane grattugiato formaggio
pecorino prezzemolo ed aglio e friggerle in olio
bollente. |
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Mulinciani chini, melanzane ripiene, preparare un impasto di
mollica di pane, formaggio, acciughe, aglio e cipolla, tagliare le
melanzane per la loro lunghezza e svuotarle al centro in modo da
riempirle con l’impasto e cuocerle al forno. |
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Stiglioli d’Agnieddu, parti di Agnello con
formaggio pecorino, cipolle, uova, alloro, pepe e
sale, avvolte con una membrana dello stesso Agnello e
cuocere in forno bagnato con del vino rosso. |
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GIUGNO |
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Giugno apre la stagione delle
manifestazioni Religiose, molte feste Patronali con cadenza
autunnale o invernali vengono spostati per ragioni climatiche
in estate, e Giugno è il mese dove viene festeggiato San
Calogero Patrono di Naro, a tre km da Camastra. Anche
questo capitolo lo tratteremo a parte, il nostro consiglio per
questo mese sono i formaggi. |
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U tumazzu il famoso pecorino Siciliano, stagionato per
quattro, cinque mesi e curato con salature continue. |
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U primusali, primo sale, dopo la produzione si fa una
salatura e si consuma dopo dieci, quindici giorni. |
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A ricotta, la ricotta non un formaggio ma un latticino
che si ottiene dal siero rimasto dalla produzione del
formaggio stesso. Importante l’utilizzo della Ricotta
nel campo dolciario, si usa comunque per preparare prelibati
piatti, ottima con la pasta. |
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LUGLIO |
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Tra le tante produzioni locali Luglio ci
offre un prodotto eccezionale il pomodoro. I nostri nonni,
oltre al consumo del fresco hanno saputo trasformare e
conservare il prodotto per il consumo di tutto l’intero anno.
Allora vediamo che il pomodoro diventa sugo con una
lavorazione che oggi chiamiamo biologica poiché non viene
utilizzato nessun prodotto per la conservazione, ne tanto meno
ne viene utilizzato per la produzione. Il procedimento è
semplice, raccolto il prodotto e fatto riposare per un paio di
giorni, si cuoce e si schiaccia per ricavarne appunto il
sugo, il sugo a sua volta viene imbottigliato, messo in
ebollizione per qualche ora. Il sugo imbottigliato viene
conservato in cantina per essere consumato durante tutto
l’anno. |
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Un altro prodotto trasformato veniva dallo stesso pomodoro
intero che tagliato a metà, essiccato al sole per qualche
giorno dà un prodotto che conservato sott’olio dura nel tempo
oltre ad essere davvero molto gustoso, li chiappi di
Pumadoru. Per questo mese si consiglia di gustare la, |
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Pasta a la Carrittera, si mette a bollire del pomodoro
fresco per qualche minuto, preparare la pasta a parte,
quando il pomodoro e pronto pelarlo farlo a pezzettini ed
ultimare la cottura assieme alla pasta, aggiungere aglio,
olio, basilico, pepe e peperoncino e servire. |
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Chiappi di Pumadoru sott’olio. Pomodori tagliati a metà
ed essiccato al sole, conservati in un contenitore e ricoperti
di olio extravergine di oliva. |
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AGOSTO |
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Agosto è il mese del riposo, ma è anche
l’ultimo mese che chiude la calda stagione dell’estate.
Sicuramente si distingue tra gli altri mesi perché e il mese
che si festeggia l’Assunzione di Maria SS. . E’
tradizione siciliana, il 14 notte andare al mare con amici e
divertirsi aspettando la mezzanotte per andarsi a tuffare
nell’acqua, la tradizione vuole che chi si fa il bagno a
mezzanotte è fortunato per il resto degli altri mesi che
concludono l’anno. Il 15, il cosiddetto Ferragosto,
invece, si va in campagna ad accendere la brace e arrostire la
carne.Inoltre i contadini si dedicano alla raccolta delle
mandorle facendo così la dispensa per i dolci natalizi che
parleremo più avanti. |
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Un piatto che propone il mese di agosto visto che è anche il
mese che si cura l’astratto (conserva di pomodoro concentrato
) è il coniglio alla cacciatora. |
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Si soffrigge la carne giusto il tempo di rosolare un po’, nel
frattempo si prepara a parte l’astratto con le olive e i
capperi . Dopo di che si unisce la carne e si fa cuocere il
tutto a fuoco lento e si mangia. |
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SETTEMBRE |
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Settembre è il mese della vendemmia i
contadini che nelle loro campagne hanno impiantato le viti in
questo mese si dedicano alla raccolta dell’ uva. I nostri
antenati raccoglievano l’ uva e dopo di che la “pestavano” per
poi farla diventare vino. Adesso, invece, la maggior parte
viene venduta alla cantina per poi a sua volta essere
selezionata e trasformata in prodotto finito cioè in vino. |
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Settembre, si differenzia dagli altri mesi anche perché il
giorno 3 si ripropone la festa di S Biagio per gli
emigrati che non stanno più nel nostro paese per fargli
ricordare sempre i vecchi tempi e tenere sempre vivo il suo
ricordo del paese nativo. |
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In occasione delle festa di S.Biagio è molto apprezzato la “cubaita”(il
torrone) fatto in casa dalle nostre mamme. |
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La Cubbaita si ottiene facendo sciogliere lo
zucchero in una casseruola a fiamma alta, aggiungere le
mandorle appena questi saranno omogenei toglierli dal fuoco e
unirli mentre sono caldi formando piccoli pezzi rettangolari ,
farli raffreddare e servirli. |
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OTTOBRE |
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Ottobre ci offre un prodotto essenziale
per la nostra tavola che è l’olio. |
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In questo mese ci si dedica alla raccolta delle olive, e
quindi alla loro molitura per produrre il prodotto principe
della nostra alimentazione, l’olio. |
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Nostra tradizione ancora in uso è lu pani cunzatu. Il pane si
preparava a casa, era naturale avendo L’olio nuovo condire il
pane ancora caldo. |
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Pani cunzatu: si taglia a metà il pane appena sfornato,
si condisce con olio extra vergine di oliva sale e pepe,
varianti sono aggiunta di sarde, formaggio, chiappe di
pomodoro,(pomodoro a fette asciugate al sole). |
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Pani cuottu: pane cotto con pomodoro aglio prezzemolo,
condito con olio extra vergine di oliva. |
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NOVEMBRE |
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Il primo novembre si festeggiano tutti i
Santi, il due, invece, ricorre la commemorazione dei defunti e
come vuole la tradizione viene celebrata una S. Messa al
cimitero in suffragio di tutti i nostri cari defunti. |
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I dolci tipici che novembre ci propone sono:i taralli,i tetù e
lu pupu di zuccaru per i bambini. |
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La Cuccia:Si mette a cuocere il frumento e i
ceci per circa un paio d’ore,dopo di che, si toglie
dal fuoco, si mette nei piatti e si aggiunge lo
zucchero a secondo di come si preferisce e si mangia. |
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DICEMBRE |
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Dicembre è un mese bellissimo
perché, si festeggia, la natività di Gesù. |
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Inizia con la festa dell’Immacolata Concezione di Maria SS. che si
celebra l’otto dicembre e in occasione la cucina tradizionale ci offre
li Muffuletta, (panini con dentro semi di anice). |
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Il 24 dicembre, invece, è la vigilia di Natale, in occasione si prepara
il cappone ripieno per l’indomani, e i dolci tipici che si fanno per
Natale come per esempio:i biscotti ricci preparati con le mandorle, i
cannoli al forno e i cosiddetti (Mastazzoli). |
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Mastazzoli:vengono preparati con:carrube, fichi
secchi, bucce di arance e mandarini,vino
cotto,mandorle e farina. |
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Si fanno cuocere le carrube e i fichi secchi, appena
cotti si scolano e si aggiungono: il vino cotto,le
bucce grattugiate,le mandorle a pezzetti e la farina
si impastano per bene fino ad ottenere un impasto
omogeneo dopo di che si vanno allungando a poco a poco
si tagliano a pezzi e si fanno cuocere al forno a
180 gradi per circa un quarto d’ora. |
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